Chi c’è dietro On This Day? Intervista a Bernardo Cianfrocca

bernardo cianfrocca

Di cosa parla il tuo blog On This Day? Come mai hai scelto questo tema e questo nome?

«Il mio blog parla delle ricorrenze e degli anniversari che reputo significativi e che quindi ritengo possano far parte di un immaginario comune che comprenda me, la mia generazione o altre generazioni in base a studi e ricerche che ho fatto. Ad esempio l’ultimo post sul profilo Instagram del blog è sul Carosello che non è stato un mio riferimento culturale, ma ha avuto un impatto tale da incuriosirmi.

Ho scelto l’argomento del blog perché volevo qualcosa che mi permettesse di essere frequente e trasversale nella scrittura: che mi consentisse di mettermi alla prova in più ambiti.

Il nome è un’espressione inglese che si usa per indicare generalmente cosa è accaduto in un determinato giorno. La trovo più accattivante rispetto all’espressione italiana “accadde oggi”.»

Il post che ti piace di più? E perché?

«Essendo un grande appassionato di sport, mi è piaciuto molto scrivere sulla sentenza Bosman perché mi ha permesso di affrontare il calcio attraverso una tematica più spigolosa, ma che ha avuto una portata rivoluzionaria per come è strutturato il calcio oggi.

Mi ha divertito molto, nonostante mi abbia preso diverso tempo, fare il compendio di quanto successo nell’anno 2018, un pezzo che si differenzia dalla struttura standard degli altri articoli del blog. È un pezzo molto soggettivo sia per la scelta degli argomenti che per la maniera in cui li ho affrontati.»

Hai altri interessi oltre a ciò di cui parli nel blog?

«Alla fine il mio blog è un grande calderone nel quale cerco di far trasparire la mia personalità attraverso i gusti e le cose che mi interessano. C’è molto sport, c’è televisione, un medium che mi affascina molto e che ho approfondito nei miei studi anche con la tesi magistrale sulla sua fruizione a cavallo tra la fine del monopolio della Rai e la comparsa delle televisioni private. Per questa tesi mi basavo molto sulle lettere degli spettatori ai giornali e ai periodici dell’epoca. Forse è per questa ragione che il discorso sugli immaginari delle persone e delle generazioni ha iniziato ad affascinarmi e interessarmi molto. Per il resto ci sono alcuni dei miei artisti e film preferiti e le serie che seguo più volentieri. È un piccolo specchio di me.»

Perché vuoi fare il giornalista?

«È un lavoro che mi ha affascinato sin da piccolo. Inizialmente per una banale e semplice passione per la scrittura. Crescendo ho iniziato a ritenerlo una professione di grande responsabilità per il dovere di illustrare ciò che accade e provare a fornirne un’interpretazione a chi non ha gli strumenti per farlo o non è semplicemente interessato. Sento che il nostro obiettivo, soprattutto oggi, è incentivare le persone a provare curiosità per ciò che succede e tentare di offrire più spunti affinché non si limitino alle loro visioni parziali.»

Come ti vedi tra 5 anni?

«Tra 5 anni mi vedo giornalista professionista sperando che la Tobagi non abbia affogato le mie speranze. Mi piacerebbe vedermi all’interno di una redazione di un quotidiano sia cartaceo che online. Non mi dispiacerebbe nemmeno vedermi davanti a una telecamera, ma devo ancora approfondire il campo televisivo. Se vogliamo esagerare, tra 35 anni mi vedrei direttore della Gazzetta dello Sport, che è stato il mio primo sogno espresso da bambino. Lavoro affinché ciò avvenga, ma sono disposto ad accontentarmi di qualcosa in meno.»

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...